I sionisti mi han portato via tutto, la casa, il cascinale, la mucca, il violino, la scatola di cachi, la radio a transistor, i dischi di littletoni, la moglie... mi hanno ammazzato anche il maiale! E c'erano tanti maiali liberi, nella libera terra islamica di Palestina, prima che arrivassero i sionisti a massacrarli, grufolavano liberi e selvaggi...

martedì 12 giugno 2018

Ragazza ebrea stuprata ed uccisa. Antisemitismo? Non fatevi ingannare!



Riceviamo e pubblichiamo dal Collettivo Femministe per l'Infibulazione.

Stiamo ai fatti! In Germania un immigrato è stato accusato di stupro e incarcerato. Le similitudini con il nazismo sono troppo evidenti. Prima di tutto il carcerato è arabo, kurdo, quindi semita, quindi si tratta di antisemitismo. Inoltre i carcerieri parlano tedesco ed hanno la divisa tedesca. Spettri del nazismo tornano sull'Europa! 
Certo, la solita stampa islamofoba, sionista, e xenofoba, parla di stupro. Noi non c'eravamo e non possiamo sapere! Quindi con che coraggio si muovono accuse senza conoscere i fatti? Si può forse negare che la sorella maggiore della vittima avesse una copia del libro "50 sfumature di grigio" sul proprio kindle e che quindi la presunta vittima, si sa come sono le ragazze, abbia voluto fare un gioco sadomaso con un immigrato adescato per l'occasione e che poi sia finita male! Ovviamente no! Le cose possono benissimo essere andate così, anche se la stampa islamofoba e sionista e xenofoba e razzista non ce lo dirà mai. Stanno nascondendo qualcosa. Compagne, compagni, aprite gli occhi. Ed imparate a riconoscere chi sono le vere vittime! Siamo oneste! Dopo settanta anni di occupazione sionista deve essere ormai chiaro che se ci sono arabi coinvolti, quelli sono le vittime! 
E come se non bastasse, siccome la (presunta) vittima era di religione ebraica, ecco che tutti straparlano di antisemitismo, offendendo le vere vittime veri semiti del vero antisemitismo, cioè quel povero ragazzo immigrato ed ovviamente i palestinesi.
Perché qui nessuno ha il coraggio di dire che la vera ragione di questa brutta storia è la sofferenza dei palestinesi! 
Se voi foste musulmani e vedeste tutti i giorni in che modo la vostra vergine e florida terra viene stuprata dalla occupazione sionista, non vi salirebbe la rabbia? 
E se voi foste degli adolescenti arabi immigrati in Germania, per niente abituati a vedere tutte queste fanciulle in leggins, e minigonne, non pensereste che si tratta di puttane che vanno in cerca di avventure facili? Magari sono pure ubriache! Mettetevi nei panni di un immigrato che vede tutta questa sfrontatezza femminile! E che diamine, non avete un poco di umanità! 
Infine una parola sulla abusata accusa di antisemitismo, che viene tirata fuori a ogni pié sospinto e rischia di perdere di valore e di non potere più essere usata per il vero scopo, che è togliere agli ebrei il loro cosiddetto Stato. 
Se parliamo di antisemitismo e non accusiamo quegli ebrei che appoggiano Israele vuol dire che le parole sono davvero malate! Dobbiamodire a chiara voce, come fa il Grande Scrittore Alessandro Kopercki (1) che i soldati di Israele sono le SS, che Gaza è come Auschwitz, che gli ebrei stanno sulle torrette, e se non i dissociano sono complici! Occorre levare agli ebrei la possibilità di trovare rifugio nell'unico Stato ebraico al mondo.  Solo così mostreremo di aver imparato la lezione della Shoah! Questo, purtroppo, se lo dimenticano in tanti. 
Ecco, dopo aver fischiato la Brigata Ebraica, difeso la memoria del Muftì di Gerusalemme, appoggiato Forza Nuova nel boicottaggio di Israele, sentiamo il dovere di affermare che è un insulto alle vittime della Shoah, cioé i palestinesi, se si tira fuori la accusa di antisemitismo, tirata fuori per una lite tra ragazzini e solo perché un immigrato arabo (quindi semita!) avrebbe (condizionale d'obbligo) stuprato ed ucciso una cittadina tedesca di vaga religione ebraica e priva di velo, vestita cioè in maniera scostumata, senza alcun rispetto per la sensibilità della maggioranza araba dei suoi concittadini e dei legittimi abitanti della Palestina. 
Il giovane immigrato, che ricordiamo in tutta questa faccenda è vittima del nostro razzismo, sapeva che la ragazza fosse di religione ebraica? Si sono messi a discutere di teologia, di Talmud e della venuta del Messia? Ma stiamo scherzando! E' ovvio che il povero immigrato non sapesse che la giovinetta, ricca e privilegiata, fosse di religione ebraica. 
Quindi, visto che l'ebraismo è una religione e gli ebrei non sono un popolo, il cosiddetto stupro non c'entra niente con una presunta intolleranza verso gli ebrei. 
Certo, se gli ebrei europei si dissociassero da Israele ci sarebbe meno intolleranza in giro. E, aggiungiamo noi, e quella giovane fanciulla sarebbe ancora viva.
Aggiungiamo quindi il suo nome alla lista delle vittime di Israele, del sionismo e dell'occupazione e liberiamo subito il presunto stupratore, in nome della tolleranza, della pace e per costruire un futuro migliore. 
Una vittima sola è abbastanza, non creiamone un'altra. 
steiumanne 

(1) ogni riferimento a personaggi esistenti ed attivi su Twitter è puramente casuale. 


domenica 31 dicembre 2017

Grazie a Lia di Haramlik!

Desidero ringraziare i fedeli lettori di questo blog, e particolarmente Lia di Haramlik dal cui sito arriva la maggior parte dei visitatori del Contadino della Galilea!

E' confortante sapere che il grido di dolore di noi Contadini della Galilea, vittime della oppressione ebraica, viene fatto proprio da insegnanti nelle scuole italiane! 

Proteste in Iran. Dialogo in redazione

- Hai visto in Iran? 
- No, cosa? 
- Ah. Beh, dopo quella cavolata che ha fatto Trump, spostare l'ambasciata americana a Gerusalemme, una provocazione inutile, che...
-Beh, no. Veramente pare che la folla se la prenda con il regime degli ayatollah...
-Ah, e cosa c'è da aspettarsi, con Israele che soffia sul fuoco delle tensioni! Gli ayatollah cercheranno di moderare la folla inferocita e...
-No, no. La gente riempie le piazze perché chiede libertà di stampa, democrazia, mercato...
- Dai, non è possibile! Non sono contenti di restare nel paradiso che hanno?
- A quanto pare no. 
- E c'è una rivolta contro il regime? 
- Sembra proprio di sì.
- Non contro Israele? Non in difesa dei palestinesi, espropriati massacrati oppressi, costretti nei bantustan, e silenziati dal regime israeliano e dal potere sionista sui media?
- Mah, vedi tu, la gente in Iran grida "Basta con la Palestina..."
- E io che avevo detto? Vogliono che finisca il martirio del popolo palestinese, questo olocausto che continua da settanta anni...
- Fammi finire, dicono "Basta con la Palestina, pensate a noi!".
- Cioè?
-Cioè sembra che, nonostante la grancassa continua, sempre meno gente crede a questa storia secondo cui Israele sarebbe colpevole delle sofferenze del mondo arabo.
-Davvero? Ma scusa, non abbiamo sempre detto che la Palestina è una ferita aperta nelle relazioni tra Islam ed Occidente? Che la pace tra la civiltà islamica e quella occidentale era a portata di mano? Che bastava che Israele accettasse condizioni minimali, come Stato di Palestina forte ed armato, con Gerusalemme capitale e l'ingresso in Israele di un numero di trisnipoti musulmani di profughi sufficiente a rendere gli ebrei minoranza...
-Eh, appunto, lo abbiamo sempre detto, ma mi sa che non è vero. 
- Ellapeppa, e adesso che si fa?
- Non so, ci tocca informare i lettori che..
-Ma sei matto? E poi chi lo sente il cugino di D'Alema?
-Eppure è proprio così, in Iran la gente non ne vuole più sapere di un regime islamico corrotto e teocratico che usa la Palestina come una valvola di sfogo...
- Ma è gravissimo! Vogliamo dare questa notizia adesso? E tutti i contratti che abbiamo firmato con l'Iran? Poi li senti tu gli industriali? 
- Non so, ma il nostro compito non è informare?
- Informare? Beh, certo! Chiama un attimo l'ambasciata iraniana, fatti spedire un pezzo sulla condizione degli ebrei. Magari anche qualcosa sulle donne, via... Intanto chiamo il Maestro Leonardo, vediamo se trova qualche allievo disposto a firmarlo...

domenica 10 dicembre 2017

Attacco alla sinagoga di Goteborg. Prime reazioni

Dopo il recente attacco alla sinagoga di Goteborg, ad opera di manifestanti mascherati, durante un corteo per protestare contro la decisione americana di trasferire l'ambasciata americana a Gerusalemme Ovest (Palestina occupata), cresce in tutta la Svezia l'allarme islamofobia. 
La versione distribuita alla stampa da gruppi eversivi sionisti, in cui si parla di ragazzi costretti a rifugiarsi nelle cantine,  suscita diversi dubbi negli inquirenti. Le forze di polizia sono infatti al corrente del carattere assolutamente pacifico e non violento delle manifestazioni pro palestinesi e delle continue provocazioni da parte della Comunità ebraica locale. 
La quale è ormai preda di una deriva estremista che li porta a nominare Israele nelle loro preghiere, o a girare per le strade con il capo coperto. Questo è un chiaro intento provocatorio verso la locale comunità musulmana, poco abituata alla sfrontatezza degli ebrei che nei Paesi da cui provengono non osano certamente comportarsi in questo modo! 
Il Presidente della Associazione Svedese Sinistra per Israele, Fabius Nikolaussen, ha diramato un comunicato in cui individua chiaramente le responsabilità dell'accaduto la sconsiderata politica della destra israeliana, portata avanti con lucidità fin dai tempi di Jabotinsky, i cui disegni espansionistici mettono a rischio la sicurezza degli ebrei nella Diaspora. Quanto sarebbe più sicura la vita degli ebrei, conclude Nikolaussen, se lo Stato di Israele fosse più debole, magari federato con Palestina e Giordania, e Gerusalemme ovviamente internazionalizzata! 
Cresce la pressione sui sindacati svedesi, perché riprendano il sostegno per la Palestina ed il negoziato di pace di cui furono protagonisti nel 1982, provvedendo alla sinagoga romana la bara vuota per poi accogliere il cadavere di un ragazzo ebreo, ucciso da agenti del Mossad truccati da palestinesi nell'ambito delle solite losche manovre per screditare Arafat. 

Ed infine, la società civile svedese, le associazioni religione, Pax Christenssen,  la redazione del quotidiano socialdemocratico Manifestus, gli allievi del Maestro Lonardsson, il collettivo Femministe con il burka e la Associazione dei macellai vegani invitano a una grande mobilitazione per la pace in Medio Oriente, la abolizione della Legge del Ritorno, il ritorno dei discendenti dei profughi palestinesi, seguito da democratiche elezioni che segnino, una volta per tutte, la fine di Israele e l'inizio per la Palestina di un periodo di pace simile a quello che sta vivendo oggi la Siria. La CGIL ha già assicurato una folta partecipazione, al seguito di una bara bianca. 

Dialogo tra un militante ed un uomo con il cappellino

"Hey, lei! Dove va con quel buffo cappellino?"
"Dice a me? Vado verso la sinagoga, e questo cappello si chiama kippah"
"Ah, va verso la sinagoga? E dove sta la sinagoga? Certo su terra rubata ai palestinesi!"
"Mah, veramente qua siamo in Italia, la sinagoga sta in quel posto da un paio di secoli e..."
"Sì, sì, dite sempre così voi ebrei! Pretendete di essere indigeni, con la scusa che avete letto nella Bibbia, che come tutti sanno è un libro di favole scritto dai cowboy sionisti, per giustificare il furto di terra e di acqua ai danni dei nativi... secondo me Lei è pure sionista. Vero che è sionista? Sionista! Sionista!"
"Si calmi, si calmi. Certo che sono sionista. Non è mica una parolaccia. Il 95% degli ebrei lo è."
"E come fa a dirlo? E' andato a chiederlo a tutti? Guardi che a me non mi frega con tutta questa propaganda! Io ho degli amici ebrei sa? Vengono con me in Palestina, ad aiutare i poveri palestinesi che hanno perso la loro terra, l'acqua, la casa..."
"I suoi amici saranno certamente brave persone, ma non so se sono iscritti a una Comunità..."
"E perché dovrebbero? Per dare i loro dati a voi sionisti che poi li perseguitate?"
"No, è che gli ebrei fanno parte delle Comunità ebraiche, che sono enti religiosi e di assistenza, ed hanno degli organi dirigenti, in cui siedono rappresentanti eletti e tutti questi rappresentanti degli ebrei sono sionisti, mi sta seguendo?"
"Sì, la seguo, la seguo, ma a me non mi frega! Mi ha appena detto che esistono delle centrali sioniste sul territorio italiano, che queste centrali sono le sinagoghe, e che quindi, essendo sioniste, sono state costruite su terreno tolto agli indigeni!"
"Veramente io Le ho detto che gli ebrei eleggono i propri rappresentanti e che questi rappresentanti sono sionisti, quindi, non mi sembra così difficile, gli ebrei non hanno con il sionismo i problemi che sembra avere Lei e che, a sentire Lei, hanno anche i Suoi amici..."
"E io cosa ho detto? Lei è un sionista, e non si vergogna nemmeno di essere tale!"
"Non ho capito perché dovrei vergognarmi, e di cosa?"
"Come non lo sa? Togliete la terra ai poveri indigeni, i palestinesi, che coltivavano quella terra da migliaia di anni e sono i veri discendenti dei veri ebrei, quelli che vivevano in Palestina quando c'era Gesù, invece voi siete falsi, siete europei, colonialisti che avete convinto gli inglesi a darvi uno Stato con la scusa che siete perseguitati! Guardi che a me mi ha spiegato tutto il Maestro Leonardo!"
"Non so chi sia questo Maestro Leonardo, ma secondo me le ha raccontato un sacco di scemenze."
"Saranno pure scemenze, ma grazie a lui ho capito chi sono i buoni e chi sono i cattivi e quindi sto dalla parte dei buoni, che sono i palestinesi e che vogliono fare del mondo un posto migliore uccidendo tutti i cattivi che sono gli israeliani ed anche i loro amici sionisti che, Lei me lo ha appena confermato, si nascondono nelle sinagoghe e cercando di comprare il consenso dei governi!"
"Si vabbé. La lascio ai suoi deliri"

"Ecco, se ne va! Visto che avevo ragione! Non volete dialogare! E poi lei è un sionista, e quel posto dove va lei è pieno di sionisti ed adesso faremo una manifestazione contro il sionismo per la Palestina e vi faremo vedere a voi. Potete rinchiudervi nelle vostre tane, ma vi scoveremo! Steiumanne!"

domenica 26 novembre 2017

E ci dicono di pedalare!

La notizia secondo quale la prossima edizione del Giro d'Italia partirà da Gerusalemme ci rende pieni di sconforto e disperazione. 
Lo sport, ricordiamo, dovrebbe unire i popoli. Per questo ammiriamo quei judoka iraniani che scelgono spontaneamente e senza ricevere pressioni di alcun tipo, non farsi contaminare dalla sporcizia sionista sul terreno di gara! Soltanto evitando di riconoscere Israele si può arrivare a pace duratura. Chiediamo a tutti coloro che hanno a cuore la pace tra i popoli di seguire il loro esempio e di isolare, boicottare, marchiare con stella gialla (come usava ai tempi in cui i sionisti erano tenuti sotto controllo) chiunque voglia normalizzare i rapporti tra sionisti, che ricordiamo sono tutti ebrei, e resto del mondo. 
Condanniamo nel modo più assoluto questo tentativo della propaganda sionista di far credere al mondo che gli ebrei avrebbero dei diritti a Gerusalemme (o comunque, dei diritti e basta). Il popolo palestinese soffre le conseguenze di una occupazione iniziata ai tempi del Re Davide, ad opera di questi stranieri, gli ebrei, che sono la maggioranza della città senza avere alcuna connessione con il luogo! E' noto infatti che la Bibbia è un racconto di fantasia scritto da ebrei e fondamentalisti protestanti per giustificare l'occupazione della Palestina, lo sterminio dei nativi americani, il colpo di Stato in Cile e la morte di Elvis Presley. 
Facciamo nostre le accorate parole dell' on Massimo D'Alemullah. "I palestinesi – rimarca l'ex titolare della Farnesina - sono abbastanza colpiti di come progressivamente, nel corso degli anni, l'Italia dall'essere uno dei Paesi più impegnati per la ricerca di una soluzione, a sostegno della causa palestinese, sia finita per diventare uno dei Paesi più allineati con le posizioni della destra israeliana, e a loro non sia più permesso portare a termine brillanti azioni quali le nonviolente manifestazioni all'aereoporto di Fiumicino e soprattutto il pacifico assalto alla sinagoga di Roma. Quando la sinistra era vera sinistra, e i mulini erano bianchi, e le bandiere rosse, operazioni come questa venivano precedute da manifestazioni sindacali che deponevano bare sui gradini delle sinagoghe! E successivamente la bara diventava piena, con il cadavere di un giovane ebreo, avvicinando così la soluzione del conflitto!"
In maniera del tutto pacifica facciamo presente agli organizzatori della gara che da quelle parti le cose sono pericolose e qualcosa di cattivo potrebbe sempre succedere a loro o alle loro famiglie, se non si associano al boicottaggio pacifico e moderato che stiamo portando avanti fin dagli anni Trenta. 
Ed infine non possiamo che esternare il nostro disappunto di fronte alla chiara provocazione che le elite mondialiste e globaliste che regnano sullo sport italiano, le quali rispondono al pianto secolare del popolo palestinese con un volgare "ci state minacciando? Ma andate a pedalare!".



Comitato Macellai Vegani; Collettivo Femministe con burka Haramshuk; Allievi del Maestro Leonardo; Ovadia De Monas, presidente della Sinagoga "Muftì di Gerusalemme";  Associazione gay iraniani "Ahmadinedjaad sei figoooh"; Comitato per la cittadinanza onoraria sovietica a Gideon Levy.  

domenica 1 ottobre 2017

In memoria di Ivan

Per una volta, il Contadino della Galilea non scriverà un pezzo satirico. Questo perché è venuto a mancare Ivan Fellus, uno che di satira e di umorismo dissacrante, poteva insegnare a molti. Soprattutto, e mi onoro di essere tra costoro, quelli che lo avevano conosciuto su Facebook e sui social media, dove era un attivista instancabile, sempre pronto a difendere le ragioni di Israele. 

In parte la passione gli derivava da una storia personale, che è quella di molti lettori di informazione corretta. Una militanza a sinistra e l'impatto doloroso con l'antisemitismo filo islamico e terzomondista, che ti fa sentire un escluso, o peggio la causa di quello che nel mondo non va. E ci provi a discutere, con questi ottusi che vorresti chiamare compagni e che speri siano dalla tua parte. E invece no, non funziona mai. Da qui frustrazioni, rabbie, amarezze. E nei casi come Ivan, un umorismo feroce e disincantato, distillato quotidiano di millenaria esperienza ebraica. 

Per Ivan era anche una storia di famiglia. Di origine libica, Ivan conosceva troppo bene il rabbioso nazionalismo arabo, nella variante islamista o cosiddetta laica di sinistra. Anche se si vantava di essere arrivato in Italia viaggiando in prima classe, Ivan  sapeva di essere un rifugiato e lo aveva scritto chiaro nel suo profilo Facebook. Ivan Fellus, di Tripoli. 

Ma, e quanto è ebraico questo, *essere* rifugiati, non significa *fare* i rifugiati, non ti autorizza a trasformare il sussidio in un reddito, a vivere di beneficienza, a cercare di cambiare le regole della società che ti accoglie. Come dice bene il suo amatissimo Herbert Pagani, in quella lettera a Gheddafi che sembra scritta ieri, 

"Siamo produttori di beni, materiali e morali, lo siamo sempre stati e tu lo sai, perché il lavoro non ci fa paura, perché per noi il lavoro non è mai stato punizione, bensì espressione, anzi, benedizione. La prova, dopo un mese nei campi profughi di Latina e Capua, i nostri hanno abbandonato le baracche e sono partiti in cerca di lavoro, e l’Italia, che dandoci rifugio e cittadinanza ha creduto di farci la carità, si è ben presto accorta di aver fatto un investimento. Tu invece, come tutti i governanti del nuovo mondo arabo, hai voluto lavar via gli ebrei dal tuo tessuto sociale. Ne hai corroso le fibre: commercio, artigianato, agricoltura, professioni liberali, tutto si è dissolto, è volato via."

Questa storia di indomabile dignità e di coraggio, è la storia da cui veniva Ivan, uomo straordinariamente integro. Capace di forti passioni, di arrabbiature che volevano essere indimenticabili e che poi era il primo a farti dimenticare. 

Alla numerosa comunità virtuale dei sostenitori italiani di Israele, mancheranno da oggi in poi l'umorismo graffiante di Ivan, la sua travolgente autoironia ed in qualche caso persino la passione per l'Inter. Dovunque sia, in questo momento Ivan Fellus sta litigando con gli angeli. E sono angeli molto fortunati. 


Che il suo ricordo diventi benedizione.