I sionisti mi han portato via tutto, la casa, il cascinale, la mucca, il violino, la scatola di cachi, la radio a transistor, i dischi di littletoni, la moglie... mi hanno ammazzato anche il maiale! E c'erano tanti maiali liberi, nella libera terra islamica di Palestina, prima che arrivassero i sionisti a massacrarli, grufolavano liberi e selvaggi...

sabato 11 luglio 2015

Da "Il manifesto" di domani


Le notizie che giungono dal Cairo obbligano a un ripensamento collettivo dei termini di confronto con il mondo islamico, dove la primavera araba tarda a fiorire in una estate di democrazia che e’ poi la premessa a un autunno liberale, cui segue un inverno liberista e poi sicuramente arrivera’ la primavera comunista. 
Per ragioni geografiche l’Italia, affacciata sul Mediterraneo, puo’ diventare un ponte per aprire un’era di dialogo tra le civilta’ in cui laici e democratici di ambedue le parti, Nord e Sud, Occidente e Oriente, si tendano la mano armoniosamente per la costruzione di un futuro di pace, per un Medio Oriente depurato dalla antistorica presenza sionista. 
Noi del Manifesto avevamo gia’ lanciato questo appello negli anni Ottanta, quando Israele ha deportato le popolazioni cosiddette ebraiche dall’URSS al Medio Oriente, e i media controllati dalle lobby sioniste hanno fatto credere che il comunismo non offrirebbe alcun riparo agli ebrei. 
Abbiamo ora davanti a noi una importante opportunita’, che si spera qualcuno vorra’ cogliere: spiegare al mondo che l’islamismo non e’ un mostro di cui aver paura, anzi - proprio come il comunismo nel periodo di Stalin - e’ la imperfetta realizzazione di un sogno di giustizia e puo’ offrire -proprio come lo stalinismo- protezione a donne, ebrei ed omosessuali. 
Basta che si levino dalla testa questa storia dei diritti individuali, che fin dall’epoca della Thatcher ha fatto un sacco di danni alle coscienze. 
Giorgio Michele 

Nessun commento:

Posta un commento