I sionisti mi han portato via tutto, la casa, il cascinale, la mucca, il violino, la scatola di cachi, la radio a transistor, i dischi di littletoni, la moglie... mi hanno ammazzato anche il maiale! E c'erano tanti maiali liberi, nella libera terra islamica di Palestina, prima che arrivassero i sionisti a massacrarli, grufolavano liberi e selvaggi...

sabato 11 luglio 2015

Un editoriale di Gad Lerner

Il devastante attentato del Cairo rischia di innescare una spirale di violenza nel corso della quale noi italiani, e parlo soprattutto della sinistra italiana, rischiamo di perdere definitivamente il bene piu’ prezioso: la faccia, il diritto di predicare al resto del mondo. 
Sarebbe in effetti una terrible tragedia se si facesse strada nell’opinione pubblica, gia’ devastata dal leghismo e dalla islamofobia, che gli israeliani avevano buone ragioni per votare Netanyahu. 
Occorre fermare il panico e non cedere alla demagogia. Una sinistra responsabile non puo' cedere al ricatto della paura e deve assumere il dialogo come priorita'. Senza dialogo non si va avanti e bisogna cogliere in questo attentato dinamitardo gli echi della lotta di liberazione condotta dagli anarchici nell’Ottocento, aprire un tavolo di trattativa con l’Islam moderato, e se non lo si trova, occorrera’ inventarlo. 
E questo dialogo non deve rifuggire le domande fondamentali, le questioni dirimenti, le faccende piu’ urgenti. Non bisogna temere di chiedersi, costruttivamente, e senza demonizzazioni:
Quali sono, questa volta, le colpe di Israele? 

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