I sionisti mi han portato via tutto, la casa, il cascinale, la mucca, il violino, la scatola di cachi, la radio a transistor, i dischi di littletoni, la moglie... mi hanno ammazzato anche il maiale! E c'erano tanti maiali liberi, nella libera terra islamica di Palestina, prima che arrivassero i sionisti a massacrarli, grufolavano liberi e selvaggi...

sabato 31 ottobre 2015

Le inquietanti lettere del fratello di Netanyahu

Sinistra per Israele Ma Pero' accoglie con profonda inquietudine la notizia della pubblicazione delle lettere di Yoni Netanyahu in italiano ("Le lettere di Jonathan Netanyahu, comandante dell’operazione Entebbe”, a c. di M. Silenzi, edizioni Liberilibri) 
Tale lettere, pubblicate in USA negli anni Ottanta, fanno parte della biblioteca di ogni ebreo americano, al pari del Diario di Anna Frank. La loro pubblicazione in italiano rappresenta quindi un pericoloso tentativo di colonizzare le menti dei giovani ebrei e non solo, proponendo anche in Italia la folle idea che gli ebrei possano difendersi, anziche' andare incontro al martirio con il sorriso sulle labbra. 
E' inoltre deleterio che gli italiani apprendano la storia della famiglia Netanyahu e che vengano a sapere che esistono intellettuali di destra, come lo storico Ben Zion Netanyahu. Rischia di avere pericolose conseguenze la rivelazione secondo cui il fratello dell'attuale Primo Ministro di Israele, fosse un brillante studente di Matematica e di Filosofia all'Universita' di Harvard. I lettori italiani potrebbero dedurne che la destra israeliana non e' composta solo da ottusi fanatici ultranazionalisti e da oscurantisti religiosi, vanificando il nostro sforzo per mantenere nascosta questa rivelazione.
Tutto da indagare, infine, e' il ruolo di Yoni Netanyahu in combutta con i Biechi Blu e la Mabilia dei Legnanesi, nella organizzazione dell'omicidio di Rabin, un crimine che deve ancora essere laicamente espiato dalla destra israeliana, vale a dire da ogni partito presente in Parlamento con l'eccezione dei partiti arabi e del meretz (ma solo nei giorni pari).
Invece di flagellarsi il petto, coprirsi il capo di cenere, inginocchiarsi sui ceci, chiedere scusa per aver incoraggiato cosi' tanti ebrei russi a lasciare la Patria del Socialismo Realizzato e ad emigrare verso Israele (noi ci abbiamo provato a fermarli, ma nulla: non ci considerano proprio, e ancora ci brucia), questa oscena ed arrogante destra israeliana ed ebraica, oramai avviata su una strada autoreferenziale, pretende che i giovani ebrei della Diaspora leggano parole come queste:

"Dobbiamo difendere il nostro Paese con tutte le nostre forze. Solo allora, in futuro, nessuno potra' scrivere che il Paese degli ebrei e' durato solo due decenni, e che di nuovo gli ebrei sono stati sopraffatti, e tornati vagabondi, una volta di più senza casa..." 


"Sta a me, sta a noi, il dovere di mantenere il nostro paese sicuro ... Ci unisce qualcosa che è al di là delle divergenze politiche. Ci unisce un sentimento di fratellanza, di responsabilità reciproca , un riconoscimento del valore dell'uomo e della sua vita  un desiderio forte e sincero di pace, e molto altro. Io credo in me stesso, nel mio paese, nella mia famiglia e nel mio futuro. Questo è un popolo speciale, ed è bello farne parte..."

E' evidente che non sono queste le parole che possono portare a una pace con l'Iran ed i palestinesi. Leggendole, sembra che Israele sia un Paese ebraico! E' una indecenza, uno scandalo ed una offesa alla pace. 

Nicola Fabiucci

proconsole della sezione "Groucho Marx" della Organizzazione Sinistra per Israele ma Pero'

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