I sionisti mi han portato via tutto, la casa, il cascinale, la mucca, il violino, la scatola di cachi, la radio a transistor, i dischi di littletoni, la moglie... mi hanno ammazzato anche il maiale! E c'erano tanti maiali liberi, nella libera terra islamica di Palestina, prima che arrivassero i sionisti a massacrarli, grufolavano liberi e selvaggi...

domenica 10 dicembre 2017

Attacco alla sinagoga di Goteborg. Prime reazioni

Dopo il recente attacco alla sinagoga di Goteborg, ad opera di manifestanti mascherati, durante un corteo per protestare contro la decisione americana di trasferire l'ambasciata americana a Gerusalemme Ovest (Palestina occupata), cresce in tutta la Svezia l'allarme islamofobia. 
La versione distribuita alla stampa da gruppi eversivi sionisti, in cui si parla di ragazzi costretti a rifugiarsi nelle cantine,  suscita diversi dubbi negli inquirenti. Le forze di polizia sono infatti al corrente del carattere assolutamente pacifico e non violento delle manifestazioni pro palestinesi e delle continue provocazioni da parte della Comunità ebraica locale. 
La quale è ormai preda di una deriva estremista che li porta a nominare Israele nelle loro preghiere, o a girare per le strade con il capo coperto. Questo è un chiaro intento provocatorio verso la locale comunità musulmana, poco abituata alla sfrontatezza degli ebrei che nei Paesi da cui provengono non osano certamente comportarsi in questo modo! 
Il Presidente della Associazione Svedese Sinistra per Israele, Fabius Nikolaussen, ha diramato un comunicato in cui individua chiaramente le responsabilità dell'accaduto la sconsiderata politica della destra israeliana, portata avanti con lucidità fin dai tempi di Jabotinsky, i cui disegni espansionistici mettono a rischio la sicurezza degli ebrei nella Diaspora. Quanto sarebbe più sicura la vita degli ebrei, conclude Nikolaussen, se lo Stato di Israele fosse più debole, magari federato con Palestina e Giordania, e Gerusalemme ovviamente internazionalizzata! 
Cresce la pressione sui sindacati svedesi, perché riprendano il sostegno per la Palestina ed il negoziato di pace di cui furono protagonisti nel 1982, provvedendo alla sinagoga romana la bara vuota per poi accogliere il cadavere di un ragazzo ebreo, ucciso da agenti del Mossad truccati da palestinesi nell'ambito delle solite losche manovre per screditare Arafat. 

Ed infine, la società civile svedese, le associazioni religione, Pax Christenssen,  la redazione del quotidiano socialdemocratico Manifestus, gli allievi del Maestro Lonardsson, il collettivo Femministe con il burka e la Associazione dei macellai vegani invitano a una grande mobilitazione per la pace in Medio Oriente, la abolizione della Legge del Ritorno, il ritorno dei discendenti dei profughi palestinesi, seguito da democratiche elezioni che segnino, una volta per tutte, la fine di Israele e l'inizio per la Palestina di un periodo di pace simile a quello che sta vivendo oggi la Siria. La CGIL ha già assicurato una folta partecipazione, al seguito di una bara bianca. 

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